• Apriamo le nostre mani alla gioia della Vita

Articolo di Franca Zambonin in Famiglia Cristiana (22-04-2007)

DA VALENTINA AI COETANEI: ‘SCEGLIAMO DI VIVERE’

Dopo la morte di tre compagni, Valentina Barbieri ha scritto una lettera ai coetanei. È una voce importante dal pianeta giovani. Altre voci erano arrivate con il concorso scolastico “Oltre la morte, per la vita”. Ora raccolte in un libro ricco di sentimenti.

Patrizio Poscia, Jacopo Gentili, Samuele De Carolis il 20 marzo tornavano in macchina da una festa, ma non sono arrivati più in là di una curva insidiosa. Frequentavano l’ultimo anno dell’Istituto tecnico commerciale “C.A. Dalla Chiesa” di Montefiascone (Viterbo). La loro compagna di classe Valentina Barbieri ha scritto una lettera aperta ai coetanei.

Ecco la prima parte: «Cari ragazzi, sono una di voi e ho deciso di scrivere questa lettera per raggiungere i cuori e le coscienze di tutti i giovani che si sentono immortali, che pensano: “a me non potrà mai capitare”, che credono che la vita sia solo un gioco, che cercano il divertimento nelle folli corse del sabato sera e credono sia questo a renderli grandi e fighi agli occhi degli altri. È a voi che parlo e a me stessa. Ho perso tre compagni di scuola che avevano tutta la vita davanti, desideri, sogni, progetti svaniti sul bordo di una strada. Ora cosa rimane? Il dolore, il vuoto, il silenzio, la rabbia…».

La lettera di Valentina ci riguarda perché è una voce che arriva dall’interno di quel pianeta giovanile con cui sembra impossibile comunicare e perciò resta incompreso. Un pianeta che a noi adulti appare abitato da alieni, stretti in jeans sdruciti, gli occhi nascosti dietro occhialoni neri, il telefonino in mano, l’iPod incollato alle orecchie. Adolescenti che finiscono sui giornali per le bravate a scuola, con coda di deprecazioni e interventi di esperti che insegnano a insegnanti e genitori come bisogna educare. Poi ci sono le notizie sulle cosiddette stragi del sabato sera, la fine in agguato all’uscita dalla discoteca, su un rettilineo imboccato all’alba, quando la stanchezza appanna i riflessi.

Ho detto che la lettera di Valentina è importante perché arriva “dal di dentro”. Ma non è stata la sola. Ho un libro che raccoglie le voci di ragazzi colpiti dal dolore di una perdita. Si intitola Oltre la morte, per la vita (edizioni Daigopress, Padova), è nato da un concorso scolastico bandito in ricordo di Anna Caenazzo, quindicenne di Padova uccisa in un incidente stradale il 22 giugno 2002. L’iniziativa si deve a Rossella e Andrea Caenazzo, i genitori di Anna, con il sostegno di presidi e insegnanti. Erano un po’ perplessi, si chiedevano quanti alunni avrebbero accettato di affrontare un tema come la morte, così estraneo a un’età che si affaccia alla vita. E invece la risposta è stata stupefacente: ben 528 sono stati i partecipanti, da 19 province del Veneto, con pensieri, racconti, poesie, disegni.

I giovani che hanno conosciuto la morte nel suo aspetto più naturale, come la scomparsa del nonno o della nonna, esprimono insieme rimpianto e serenità. Mentre in coloro che l’hanno vista abbattersi su un coetaneo, e il caso più frequente è l’incidente stradale, resta la ribellione per un evento improvviso, inaudito. Ma molti riescono a esprimere sentimenti che sembrerebbero estranei al pianeta giovanile. Come il valore del ricordo; la riconoscenza per l’amore ricevuto; la voglia di apprezzare i doni della vita che si danno per scontati; il pensiero che il dolore serva anche a diventare faticosamente adulti.

Concludo con le parole finali della lettera aperta di Valentina Barbieri ai coetanei: «Ragazzi, abbiamo grandi sogni, grandi speranze. Siamo giovani, a volte incoscienti… Ma decidiamo di scegliere ciò che è giusto. Scegliamo di vivere».

Franca Zambonini

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